| Dopo aver sperperato
il patrimonio paterno, Dario Gavinai lascia la città di provincia
nella quale vive presso una zia e si trasferisce a Roma, inseguendo
improbabili sogni di successo come musicista. Dario non sa fare
niente e trascina le proprie giornate tra sensi di colpa, arida
disperazione, miseria ed egoismo. Solo il raggio dell'amore, nelle
ultime pagine, sembra illuminare una vita grigia e inutile.
Scritto tra il 1917 e il 1919 e pubblicato postumo nel 1923, questo
breve romanzo si inserisce a pieno titolo tra i romanzi "maggiori"
di Tozzi: Dario è il tipico "inetto", fratello
di Pietro di Con gli occhi chiusi e di Remigio del Podere. La campagna
senese viene però sostituita da Roma che, con le sue strade,
le sue piazze e i suoi monumenti, fa da sfondo all'intera vicenda.
Federigo
Tozzi è
ormai riconosciuto come uno dei principali scrittori del '900, insieme
a Pirandello e a Svevo. Tra i suoi romanzi, oltre a Gli egoisti:
Con gli occhi chiusi, Il podere e Tre croci.
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