| Di Casa Giovedí
matt.
12 Gen. 1860
Egregio sig.r Prof.e
Ella mi perdonerà la libertà che mi prendo scrivendoLe,
ma il desiderio che abbiamo D. Angelico1 ed io di poter goder per
qualche ora della sua piacevole conversazione m'incoraggisce a farlo.
Ella avrà sentito parlare del Villone Puccini2 come di luogo
che riunisce molti eccellenti lavori d'arte: l'ingresso se n'è
fatto assai difficile dopo la morte del padrone. Abbiamo potuto
ottenere un permesso per visitarla domani, e però oso pregarLa
di donarci la sua compagnia venendo con noi a vedere l'interno di
quel palazzo, che merita di essere ammirato. D. Angelico è
stato tre volte a trovarLa, ma senza averLa combinato in casa.
Ora, se Ella sarà cosí buono da concederci questo
favore, La prego di venire da noi alle undici, ora in cui la carrozza
sarà alla porta, giacché per godere della vista de'
quadri è bene profittare delle ore della mattina. Se a quell'ora
Ella fosse impicciato per motivo delle lezioni, La prego di accennarcelo,
perché allora la carrozza ritornerebbe a prenderLa all'ora
che indicherebbe. E spero che non vorrà ricusare di mangiare
la minestra con noi alle 5, invito che Le faccio alla buona e senza
complimenti, e che spero accetterà in egual modo -
Gradisca i complimenti di D. Angelico, ed i saluti miei, mentre
piena di stima mi protesto
Sua Dev.ma
Louisa Grace
2. A Giosuè Carducci. [maggio - agosto 1860].
Di casa - Sabato sera1
Amico Caris.mo
Mi prendo la libertà di scriverLe queste poche parole per
ricordarLe la promessa di venire a vederci domani insieme col Chiarini2
e col Gargani.3 Ma siccome nella mattinata dobbiamo uscire, per
maggiore sicurezza vorrei pregarLa di venire invece la sera.
Gradisca i saluti di Angelico e di Cecchino,4 porga i miei alla
sua Mamma5 e Sposa,6 e mi creda col piú sincero attaccamento
Sua Affez.ma Amica
Louisa Grace
3. A Giosuè Carducci. [maggio - agosto 1860].
Di Casa Mercoledí sera1
Amico Caris.mo ed Egregio
Perdoni, La prego anticipatamente, la parte che sono per fare. Tornata
a casa stasera, ho trovato che Angelico era impegnato pel giorno
di domani, che deve passare in una villa qui vicina, e che non saprebbe
sciogl<i>ersi senza offesa. Ora ho pensato che la nostra riunione
non sarà perfetta senza la presenza di questo buon amico,
e però, usando e forse abusando de' dritti confidenziali
dell'amicizia, sono a pregare ambidue di voler favorirci invece
venerdí alla stessa ora. Sono persuasa che la coscienza delicata
di Fra Ginepro2 non si allarmerà se dovrà cibarsi
di carne in quel giorno di divieto, perché egli, come predicatore
esperto, si rammenterà che gli apostoli mangiavano quello
che veniva a loro apparecchiato.
Porga all'ottimo Religioso i miei piú cordiali saluti insieme
con quelli di Angelico e di Cecchino, che accetterà ancora
per sé stesso, dica mille cose amichevoli per me alle sue
Donne3 (e non se ne scordi), badi di non lavorare troppo intorno
al Berni,4 e mi creda con tutta sincerità
Sua Affez.ma Amica
Louisa Grace
4. A Louisa Grace Bartolini. [31 agosto 1860].
Mia Signora,
L'accademia avrà luogo sabato 8 settembre circa le ore 11.1
Leggerà anche Tommaseo.2 Perdoni l'indegno modo con che scrivo:
mi compatirebbe se sapesse ch'io scrivo dal Bureau d'un Giornale.
Martedí spero rivederla in miglior condizione di quello non
l'abbia lasciata. I miei ossequi affettuosi al Sig. Bartolini e
a D. Angelico. A Lei, Egregia Signora, i piú sinceri sentimenti
della mia stima e devozione.
Firenze, Venerdí, ore 73
Suo Ossequiosissimo
Giosuè Carducci |